Cara Giordania, questo è il mio grazie


La mia colonna sonora

Titolo: Serpentine

Autore: Chris Bathgate


“Yalla Yalla” è il richiamo che mi riporta alla realtà. Altrimenti sarei persa nei miei pensieri e nell’obiettivo della mia macchina fotografica che cerca di cogliere ogni istante di questa esperienza.

Da qualche parte ho scritto “indelebile”, forse è in questo modo che volevo fosse la Giordania. Aspettavo che mi colpisse violentemente, così da sentire la botta il più a lungo possibile. La mia prima volta in Medio Oriente, in una cultura che mi tira a sé in uno stridente e caloroso abbraccio, tra gente sorridente, poco libertina e capace di lasciare un segno.

Ho vissuto una settimana pensando ne fossero passate dieci. Il tempo t’inganna quando aspetti una cosa per un lungo periodo. Si dilata con lo spazio diversamente da come siamo abituati: un giorno diventano cinque, e contemporaneamente zero. Il sapore è quello di essere appartenuto a quel posto da sempre. Così il cervello smette di funzionare e iniziano a contare solo le emozioni. Per questo mi sono aggrappata ad ogni attimo. Sempre per lo stesso motivo: sperando non passasse veloce.

Volevo che la Giordania avesse l’opportunità di entrare in me. Volevo potessi sognare di tornare. Ed è così ora, non mi basta. La Giordania va conosciuta più profondamente, cercando un rapporto vero e duraturo perché è uno di quei posti in cui non è sufficiente andare una volta per mettere una bandierina sul mappamondo e soddisfare la propria innata curiosità.

Ho ammirato chilometri di paesaggio desertico, uno degli aspetti che mi ha colpito di più. Più di Petra, del Tesoro, del canyoning? Forse no, ma mi è rimasto in maniera diversa.

Il panorama giordano è malinconicamente bello.

In alcune zone è più o meno sempre lo stesso fino a quando arriva un piccolo villaggio, povero e con qualche negozio disordinato, che si affretta a spezzare la monotonia. E’ un equilibrio in bilico tra oggi e domani, tra la voglia di andare avanti ed il cuore nelle tradizioni, tra divise scolastiche e fili di kajal agli occhi. Basta lasciare le vie principali per scoprire strade sterrate dove non passano macchine per chilometri, capre e pastori pascolare tra una fitta vegetazione di fichi d’india e scovare i bambini che, nell’attesa, giocano a fare tuffi da una piccola cascata.

Ci sono loro, le persone, con cui avrei voluto parlare di più. Ti guardano dal finestrino con un misto di curiosità, interesse e apertura. E’ proprio così, con questa spontaneità, che ci si ritrova nella cucina di un piccolo ristorante a gestione familiare, cercando di comunicare con i sorrisi: l’unica vera forza. Sorridono, si nascondono, ti offrono il tè e ti rendono partecipi di balli e canti locali. Rispondono alla cortesia con cortesia. La gente in Giordania è ospitale e dedita agli altri, tollerante e aperta ad ogni tipo di credo.

Questo paesaggio mesto ha fatto da cornice ad un itinerario percorso da nord a sud, tra tante risate, spiegazioni storiche, visioni culturali e giusto qualche riposino.

La storia qui in Giordania si intreccia nei secoli perché è qui che hanno preso forma alcune delle culture che, in un modo o nell’altro, hanno influenzato la nostra vita odierna. Il senso di impotenza che si ha calpestando alcuni di questi luoghi, rende tutto ancora più magico. Come lo è l’incanto del muezzin che risuona poeticamente nelle città suscitando un certo effetto, anche su di me. La preghiera scandisce le ore del giorno, offre ordine e equilibrio, disciplina e dedizione. E’ una dolce sinfonia che crea un’atmosfera colma di partecipazione, comunione e condivisione.

La Giordania è una piccola oasi che ha bisogno della sua importanza. Ho cercato di capirla intimamente ed ho lasciato che anche lei mi rapisse, che si creasse un legame. Necessita della giusta attenzione per non spegnersi e farsi trascinare dalle voci che la vogliono insicura. La Giordania si mostra com’è, senza aspettarsi nulla in cambio.

Io, intanto, i sorrisi me li tengo stretti e aspetto di rivederli presto. Cara Giordania, sei arrivata dopo tanto tempo, ma questo è il mio grazie.


23 pensieri su “Cara Giordania, questo è il mio grazie

  1. Francesco il ha detto:

    Avrei qualche cosa da dire su “giusto qualche riposino”…forse ronfata e´ un termine piu’ appropriato, o forse esagero quella era Sara 😀

    Sono d´accordo, la Giordania va conosciuta in maniera piu´ approfondita, scoprendo cosa c´e´ dietro a quei sorrisi e a quei volti che tanto affascinano

    Scusa la scrittura, ma sto usando un pc con la tastiera tedesca…. :-/

    • RespirareConLaPancia il ha detto:

      😀 Fra, stavamo solo chiudendo gli occhi un secondo!

      Penso di tornarci, non so quando né perché ma ho voglia di scoprire di più..

  2. E io dico grazie a te perché ha conservato sapientemente le emozioni per condividerle con noi dopo un mese!
    Grazie per essere così, grazie per le tue parole!

    p.s. grazie per la dolcezza dei tuoi pisolini <3

  3. Questa è poesia!
    Mi piace come scrivi, sembra quasi un romanzo ma è realtà. La nostra realtà, che mi fa sorridere ogni volta che ripenso agli yalla, ai riposini (con tanto di testa a penzoloni) e a te che ti perdi fra le tue foto :)
    Spero che ci siano altri momenti così!
    Un abbraccione!

    • RespirareConLaPancia il ha detto:

      Grazie Stefi!

      Anche io spero che il gruppo di cuori si riveda da qualche parte, tra uno “yalla” e un riposino!:)

      Ti abbraccio

  4. Sì, la Giordania è così: ti entra dentro fino all’anima, fino all’ultimo angoletto del cuore e ti fa sentire la sua mancanza dopo un po’ di tempo.
    Grazie Lucy per questa tua condivisone è per averci riportato un po’ lì a guardare di nuovo fuori da quei finestrini.

  5. vi ho seguite da lontano eppure vi sentivo così vicine.
    Anche con questo racconto.
    Lo vivo e mi sembra di vederli quei sorrisi e quei bimbi che si tuffano.
    Certi mondi sono metaforicamente così lontani da noi, eppure così vicini… sono realtà splendide e difficili, che ti fanno vedere un qualcosa che nel caos di ogni giorno purtroppo dimentichi.
    Adoro il tuo modo sensibile di raccontare le esperienze, lo sai, ma non mi stancherò mai di ripetertelo… cara Lucia, questo è il mio grazie a te!

    • RespirareConLaPancia il ha detto:

      Se mi dici così mi vengono i lucciconi… <3

      Sono sicura ti saresti innamorata di ogni angolo di questo Paese. La gente, la loro cultura, i colori e il paesaggio malinconico. E' un mondo da scoprire e da amare.

  6. Ero certa che il tuo sarebbe stato un reportage diverso… E posso immaginare che voglia avevi di goderti con ritmi diversi quello che ti passava davanti agli occhi. Sono però sicura che hai cercato lo stesso di predisporti al meglio a ricevere.
    Un abbraccio, è sempre un piacere leggerti

    • RespirareConLaPancia il ha detto:

      Grazie!
      Io ho sicuramente ritmi più lenti, ma non sempre questo è possibile.
      E’ stato un tempo sufficiente per capire ed interpretare alcuni aspetti della loro cultura. La Giordania è veramente un’oasi di pace in un contesto geopolitico difficile. Ed è anche questo che la rende assolutamente unica. Spero di tornarci presto..

      Grazie mille, di cuore.

  7. Nel commento di sopra ha tagliato qualche parola ci riprovo

    Hai scritto “ho lasciato che anche lei mi rapisse, che si creasse un legame”, per me viaggiare è questo “creare legami” anche con luoghi, tradizioni, culture molto diverse da quelle che ci sono familiari…. Mi hai ricordato il Piccolo Principe ed il suo dialogo con la volpe:

    “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?”
    ” E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
    ” Creare dei legami?”
    ” Certo”, disse la volpe. ” Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”

    Ecco ogni volta che viaggi in profondità crei dei legami e quel luogo diventa per te unico al mondo…. E grazie dei tuoi post sempre così evocativi….

    • RespirareConLaPancia il ha detto:

      Cara Roberta, grazie per avermi riportato questo dialogo del Piccolo Principe. Non posso che essere d’accordo.

      Ti ringrazio perché con alcuni commenti rimango veramente senza parole.

  8. E’ stato bello capitare su questo post al ritorno dal mio, di deserto… capisco il tuo desiderio di distesa desertica infinita, e ti auguro di tornare a visitare quelle terre sconfinate, a volte monotone ma sempre misteriose. Un abbraccio grande!!

    • RespirareConLaPancia il ha detto:

      Eli, ho pensato che tu potessi capire bene quel concetto di infinità che ho cercato di descrivere. Si ha la sensazione che non ci possano essere limiti al paesaggio. Il mio sogno è di tornarci, magari anche in Oman. Ho voglia di riempirmi gli occhi di splendore malinconico. Un abbraccio a te, dal cuore.

  9. Chissà che si prova a vedere Petra.

  10. Sono incantata dal modo in cui scrivi :)

  11. Complimenti, davvero! Dalle tue parole si capisce che sei entrata in sintonia con quel Paese straordinario che spero, un giorno, di scoprire anch’io.

    • RespirareConLaPancia il ha detto:

      La Giordania è stata una scoperta anche per me. E ora non riesco a smettere di sognare il Medio Oriente!

Commenti

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Non Avere Paura, Segui il tuo Cuore, Respira con la Pancia

Disegno continuamente sogni nella mia testa, la mia curiosità mi porta ad un costante movimento, che sfocia nelle più disparate attività. Sorrido molto, mi commuovo facilmente, dico che non parlo tanto, ma a sentire cosa dicono gli altri di me, non è vero. Leggo molto e cose pesanti a volte, ma ho anche I love Shopping nella mia libreria. Sono disordinata a tratti, faccio finta di essere organizzata. Sono ottimista con gli altri e pessimista con me. Ascolto molto. Ringrazio ogni giorno la fortuna di avere persone splendide che mi hanno cresciuta ed altre che mi stanno accanto. Mi alterno tra ragione e sentimento, con una spiccata empatia per la dualità dell'Essere. Mi dedico, con risultati da definire, al flusso del benessere. Ricerco nel viaggio il contatto con il Mondo, e con la mia vita. Mi ci immergo completamente, scoprendo aspetti e dettagli di emozioni da conservare e da ricordare per non smettere di imparare.

Le converse sono le mie compagne di viaggio, delicate e forti, mi hanno accompagnato ovunque. Questo il motivo della loro presenza continua.

Scrivere è una forma sofisticata di silenzio, per me necessaria.