Il silenzio nel deserto del Wadi Rum


La mia colonna sonora

Titolo: Allaya Lee

Autore: Alfida


Il paesaggio è cambiato lentamente, la terra brulla ha lasciato il posto alle rocce tinte di rosso. Il Wadi Rum non è il deserto che ci si aspetta: le sue irregolarità spezzano il panorama lunare, in un orchestrale susseguirsi di sensuali promontori. Ho rimosso dalla mia testa l’immagine di dune accarezzate dal vento, segnate dal passaggio di jeep, beduini e cammelli. Ho cancellato ogni preconcetto e mi sono lasciata avvolgere.

L’ho attraversato con la consapevolezza che quel momento sarebbe rimasto nella mia testa per sempre. E’ una strada non tracciata, nessuna indicazione, nessun appoggio, nessun punto di riferimento se non il cielo. Nel deserto si torna a quel contatto con se stessi e ci si ritrova scossi come una foglia al vento. E’ un viaggio nella vita vissuta a cavallo di un’altalena, salendo a toccare il cielo prima di scendere per riprendere il contatto con il reale. Oscillando tra calma e inquietudine, rocce imponenti si alternano a dune di sabbia da cui ammirare il panorama.

Nel deserto non c’è nulla, è un foglio bianco in cui decidere dove poggiare la matita. Si può scrivere o colorare, pasticciare o seguire uno schema, prendere una strada o decidere di cambiarla. Non importa, perché il vento si farà strada per cancellare tutto e ridare la possibilità che spesso ci neghiamo. Rimanere in silenzio o parlare. Non c’è alcun rumore se non il proprio respiro.

Le rocce sono una calamita magnetica in cui si insediano i pensieri di una vita. A volte frastagliate, altre compatte, costituiscono una barriera di invisibile percezione. Si ha la sensazione che la Terra sarà così per sempre: è un infinito così possente da far male agli occhi e stordire. E’ anche la sabbia ad abbagliare la vista mentre si veste sfacciatamente dei riflessi del Sole. E’ un vestito che sfuma della sua lucentezza nell’ora del tramonto, quando il colore diventa di un rosso vivo, nuovo. Mi volto ancora un secondo verso l’orizzonte, seguo con lo sguardo un bambino che riporta a casa i cammelli, sorrido, cammino affondando le mie impronte e lascio che quella polvere fina si impossessi delle mie scarpe. Cerco di rallentare una notte che scende velocemente.

Lo stupore è un qualcosa che non ha fine, non ci si rende conto dell’incanto fino a quando tutto si spegne. Quando sono arrivata al campo ho pensato che fosse un sogno ed ho sorriso ancora una volta: allora è vero che i sogni si avverano. Ho guardato e riguardato lo stesso cielo molte volte, ho chiuso gli occhi per lasciare che la mia mente registrasse quel manto di bellezza che improvvisamente si è acceso sopra di me. Le stelle si posano dolcemente come una coperta sul nostro pianeta, lo rassicurano, allontanano le fatiche che ogni giorno deve sopportare. Gira veloce lui, per lasciar scoprire un pezzettino di cielo alla volta. Ogni tanto qualcosa si stacca e la scia di una stella cadente attraversa il firmamento. Abbiamo perso l’abitudine di godere di questa Natura, soffocando un messaggio che arriva da ere lontane. Esprimere un desiderio diventa la scusa per rimanere lì ancora un po’, come una bambina alla ricerca del momento migliore del gioco.

Ogni attimo vissuto nel deserto è diverso nella sua ripetitività, per questo non stanca.

Mi sono aggrappata ai pensieri svolazzanti, li ho presi e stretti a me, vicino al petto, come quando abbracci qualcuno d’importante. I colori così vivi, le striature delle rocce, il senso della sabbia sotto i piedi. Ho amato ardentemente il silenzio. Non c’è cosa più bella di lasciar fare la Natura senza pretese o aspettative, da semplice spettatori quali siamo. Anche se a volte ci dimentichiamo di esserlo.


12 pensieri su “Il silenzio nel deserto del Wadi Rum

  1. Sai che sei riuscita a farmi essere lì con te sotto quel cielo stellato? È bello quando si riesce a farsi coinvolgere completamente e senza distrazioni dalla natura…
    Ne approfitto per augurarti un sereno Natale. Io lo passerò viaggiando. Atterrata ieri in Myanmar e già ammaliata..

    • RespirareConLaPancia il ha detto:

      Grazie!
      Il cielo del deserto è un vero incanto e non capita spesso di vederne così, anche se è sempre lì, sopra di noi. Sarei rimasta notti intere: cambia in continuazione e non ci si stanca.
      Ho letto che sei in Myanmar..aspetto le tue fotine! :) Un abbraccio e buon Natale anche a voi!

  2. Quanto mi piace questo tuo post. Mi piace immaginare, come dici tu, il deserto come un foglio bianco sul quale disegnare. E che non resterà mai uguale, sempre pronto ad essere riscritto e reinventato.
    Mi mancavano le tue parole… dico davvero.
    Questa sera sei la culla della mia buonanotte.
    Ti stringo**

    • RespirareConLaPancia il ha detto:

      Farah mia, grazie. Sai che ci ho messo tanto a scriverlo e sono felice ti piaccia. Anche io ti stringo <3

  3. “Nel deserto non c’è nulla, è un foglio bianco in cui decidere dove poggiare la matita. Si può scrivere o colorare, pasticciare o seguire uno schema, prendere una strada o decidere di cambiarla. Non importa, perché il vento si farà strada per cancellare tutto e ridare la possibilità che spesso ci neghiamo. Rimanere in silenzio o parlare. Non c’è alcun rumore se non il proprio respiro.”
    Io con te rivivo i momenti della Giordania, li rivivo accarezzata dalla tua penna abile ed emozionante. Ed è vero che nel deserto ogni momento, per quanto “uguale” è diverso. Proprio vero.
    Grazie per questa lettura :)

    • RespirareConLaPancia il ha detto:

      Manu, grazie. Ci tengo tanto alla vostra opinione! Volevo cercare le parole giuste per quei giorni incredibili e sono contenta di esserci riuscita!

  4. Il deserto (dune o rocce che siano) è un’esperienza che mi manca. Ci sono stata vicina tante volte ma poi per un motivo o per un altro mi è sempre sfuggito di mano, un po’ come la sabbia tra le dita! Voglio stare anche io in silenzio a guardare le stelle. A sentirmi una formica nell’universo ma perfettamente utile allo scopo per il quale sono stata creata. Parte di un tutto, insomma. Il tuo post mi ispira serenità. Bello.

    • RespirareConLaPancia il ha detto:

      Grazie Monica. Grazie davvero!
      Ti auguro con tutto il cuore di realizzare il sogno del deserto nel 2015. E’ un’emozione che ti porterai dietro per tutta la vita.

  5. racconto bellissimo!
    Il deserto è un’esperienza che vorrei fare, prima o poi. Me lo immagino ricco di silenzio e di magia, un luogo di introspezione e bellezza sconfinata…
    E leggere le tue parole mi ha dato l’impressione di essere lì!

  6. Bellissimo racconto che riesce a far assaggiare l’emozione di questo luogo che deve essere magico. Sempre un piacere leggere questo blog. Grazie :)

Commenti

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Non Avere Paura, Segui il tuo Cuore, Respira con la Pancia

Disegno continuamente sogni nella mia testa, la mia curiosità mi porta ad un costante movimento, che sfocia nelle più disparate attività. Sorrido molto, mi commuovo facilmente, dico che non parlo tanto, ma a sentire cosa dicono gli altri di me, non è vero. Leggo molto e cose pesanti a volte, ma ho anche I love Shopping nella mia libreria. Sono disordinata a tratti, faccio finta di essere organizzata. Sono ottimista con gli altri e pessimista con me. Ascolto molto. Ringrazio ogni giorno la fortuna di avere persone splendide che mi hanno cresciuta ed altre che mi stanno accanto. Mi alterno tra ragione e sentimento, con una spiccata empatia per la dualità dell'Essere. Mi dedico, con risultati da definire, al flusso del benessere. Ricerco nel viaggio il contatto con il Mondo, e con la mia vita. Mi ci immergo completamente, scoprendo aspetti e dettagli di emozioni da conservare e da ricordare per non smettere di imparare.

Le converse sono le mie compagne di viaggio, delicate e forti, mi hanno accompagnato ovunque. Questo il motivo della loro presenza continua.

Scrivere è una forma sofisticata di silenzio, per me necessaria.